Lockdown: il valore aggiunto del MOOC 3

Intervista a Simona Ferrari ed Eleonora Mazzotti

Simona Ferrari, Professoressa in Educazione e tecnologia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Coordinatrice del CREMIT.
Eleonora Mazzotti, pedagogista, membro del Centro di ricerca CREMIT, dove si occupa di Media Education e di tecnologie digitali e di comunità. Tutor dei seminari 2.0 e del Mooc per il corso OSS 2.0.

“Il MOOC è stato un modo per condividere in gruppo e non soltanto con i professori, a dimostrazione di come la quarantena dovesse essere un distanziamento fisico e non sociale. Con questo terzo MOOC siamo riusciti a far condividere le opinioni di ciascuno in modalità digitale 2.0” così afferma Simona Ferrari, Professoressa in Educazione e tecnologia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Coordinatrice del CREMIT.

Secondo le sue riflessioni, il MOOC nella sua terza edizione, realizzato in periodo di quarantena, è stato un’occasione per riflettere sugli sforzi che i corsisti stessi hanno dovuto affrontare per imparare ad usare gli strumenti tecnologici che vengono poi utilizzati in favore degli anziani. Con questa edizione è stato raggiunto un duplice obiettivo: da una parte, lo sviluppo di un approccio sociale e, dall’altra, una riflessione sulla relazione tra il digitale, l’anziano e la sua famiglia. Un argomento che nuovamente ripreso e approfondito durante il mese di settembre con i laboratori in presenza.

Un’interessante ricerca promossa da Auser e Nestore, dal titolo “Anziani e Covid in Lombardia”, ha affermato che il 76% degli anziani nella Regione hanno usato internet per informarsi durante il periodo dell’emergenza sanitaria. La ricerca ha confermato che gli anziani che già erano inseriti in una rete sociale, prima della quarantena, hanno vissuto meglio il lockdown. “Si può così affermare che anche il capitale sociale è un indicatore del benessere di una persona anziana” spiega Simona.

In questo contesto, l’operatore sanitario compie il proprio lavoro di unione e avvicinamento dell’anziano alle persone che si trovano in altre reti sociali. “Esistono, infatti, due tipologie di reti relazionali: il bonding, che definisce la relazione tra simili e, il bridging, che è una rete tra persone diverse che aggiunge valore, sviluppo e benessere” continua.

Anche Eleonora Mazzotti, tutor dei laboratori e del Mooc per il corso OSS 2.0, concorda sull’ottima riuscita del Mooc, che ha portato dei risultati e una partecipazione del tutto inaspettata.

“I corsisti hanno raccolto le proposte, accompagnato le attività con un forum per contenuti e opinioni. Quelli della quarantena sono stati mesi molto interessanti rispetto a quelli dei MOOC precedenti. Per gli OSS del gruppo Enaip sono stati creati dei forum specifici”, spiega Eleonora, che si è occupata di sviluppare attività specifiche con gli strumenti tecnologici.

A partire dal mese di marzo, è stato infatti ENAIP di Domodossola ad aver colto subito la sfida del lockdown e ha fatto partire la terza edizione del MOOC. “In questo senso, possiamo dire che si è mosso in anticipo rispetto ad altre realtà, spostando tutto il corso in modalità DAD (didattica a distanza)”, conclude Simona Ferrari.

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